La maggior parte dei toscani un lavoro ce l'ha, ma negli ultimi anni è diventato meno stabile, più flessibile e meno tutelato. Come nel resto del paese e in altre realtà europee, la flessibilità non porta solo opportunità di sviluppo ma spesso è sinonimo di precarietà. La crisi economica rischia di aggravare questo quadro, frenando il processo di stabilizzazione di tanti lavoratori atipici che la Regione ha incoraggiato con misure specifiche e incentivi. Con conseguenze pesanti sul piano sociale. Così anche in Toscana il lavoro può diventare un'emergenza.
Quest'area di precarietà e minore tutela ha oggi una connotazione statistica più precisa. La Regione si è dotata di uno strumento di monitoraggio promuovendo la costruzione di una banca dati informatizzata dei Servizi per l'impiego.
L'impegno per l'occupazione si è concentrato negli ultimi anni sulla lotta alla precarietà e alla disoccupazione, sulla tutela dei lavoratori più deboli, con l'obiettivo, in particolare, di ridurre la crescente quota di lavoro atipico, incrementare il lavoro delle donne, sostenere il reddito dei lavoratori cassintegrati e la ricerca di occupazione dei lavoratori licenziati.
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