Menu di navigazione

Calendario degli eventi

Salta il calendario degli eventi
Calendario
novembre  2018
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
29 30 31 01 02 03 04
05 06 07 08 09 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 01 02

25 aprile 2018: l’Anniversario della Liberazione a Chianciano Terme

COMUNICATO STAMPA
Chianciano Terme 24 aprile 2018 ore 12.45

Corteo a ricordo di: Antonio Casini, Demetrio Mencattelli, i Martiri Perugini e Giulio Roncacci

25 aprile: l’Anniversario della Liberazione a Chianciano Terme

Deposizione delle corone in ricordo dei Caduti e Festa della Liberazione a Pietraporciana

Chianciano Terme (Siena) - L'anniversario della liberazione d'Italia è una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile di ogni anno. Questo giorno assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall'8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l'occupazione nazista. La festa è stata istituita, su proposta dell’allora presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, il 22 aprile 1946 quando fu emanato il decreto legislativo luogotenenziale dove veniva dichiarato “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. Da allora questa festa viene celebrata ogni anno anche a Chianciano Terme.

Il programma inizia al mattino (ore 9.30) con la Santa Messa in suffragio dei Caduti nella Cappella di Villa Simoneschi alla presenza del Sindaco di Chianciano Terme, Andrea Marchetti, del Sindaco dei Ragazzi e dei Consiglieri Comunali e del Consiglio Comunale dei Ragazzi, con la partecipazione dei rappresentanti dei Corpi militari, di Anpi Valdichiana e Legambiente Terra e Pace – APS. Poi (ore 10.00) dal Giardino della Villa Simoneschi, il corteo si sposterà verso i Giardini Pubblici “Bonaventura Somma” (Viale Dante) per la deposizione delle corone al Monumento ai Caduti e successivamente si recherà in paese per la deposizione di una corona in Via Antonio Casini. Il corteo sarà preceduto della Banda musicale dell’Istituto “Bonaventura Somma”. Il corteo, poi (ore 10.30), si sposterà, con auto proprie, per deposizione corone in Via Demetrio Mencattelli, in Piazza Martiri Perugini (Luigi, Dino ed Oreste) ed in Via Giulio Roncacci. La Festa della Liberazione proseguirà (ore 13.00) a Pietraporciana, oggi riserva naturale ma un tempo fu una base partigiana, dove sarà inaugurata una targa “Il futuro della memoria”, una iscrizione dedicata alla Resistenza a cura delle scuole del territorio ed a seguire (0re 13.30) si terrà un pranzo ad offerta (n caso di pioggia sarà possibile mangiare dentro la struttura). La festa a Pietraporciana, patrocinata dal Comune di Chianciano Terme, Sarteano e Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, è organizzata da Anpi Valdichiana e Legambiente Terra e Pace - APS.

A Chianciano Terme i marchesi Origo misero a disposizione della lotta partigiana alcuni poderi come basi logistiche e in particolare Pietraporciana, che divenne sede del comando partigiano della zona e dove tutt’ora, ogni anno, il giorno del 25 aprile l’ANPI promuove iniziative ed organizza premi per i giovani delle nostre scuole per ricordare la nostra storia. Dall’8 settembre fino al giugno del 1944, furono mesi di scontri armati e rappresaglie.

Vorremmo ricordare tutti i caduti, nome per nome, militari e civili ma l’elenco, purtroppo, sarebbe lungo. Ricordiamo i caduti dove verranno depositate le corone.

Antonio Casini, ucciso dai un gruppo di fascisti proveniente da Sarteano. Nella targa a sua memoria si legge: “A Antonio Casini, qui assassinato dalla più feroce barbarie fascista la cui atricità non ha analogia nella storia millenaria del tempi. 16 ottobre 1921. Chianciano ottobre 1945. Il C. N. L.”.

Anche Demetrio Mencattelli fu vittima durante il rastrellamento del 26 aprile 1944. Lui sembra non fosse direttamente coinvolto nell’organizzazione partigiana ma, probabilmente, fu scambiato per il capo dei partigiani chiancianesi che era Beppe Bianchi. Fu ucciso davanti agli occhi della moglie e del figlio nella strada oggi a lui nominata. Demetrio Mencattelli era nato il 23 marzo del 1904 a Chianciano Terme; faceva l’operaio presso la Fattoria degli Origo. Fu ucciso nel corso di un rastrellamento nel centro abitato di Chianciano e per sfuggire si era nascosto nella soffitta della sua casa alla "Rinascente". Ma, appena scoperto, venne ucciso. Del suo omicidio vennero accusati i militi della "Casermetta", attigua a Piazza della Posta a Siena, al tempo sede della Guardia Armata della Federazione Fascista, dove venivano trattenuti i prigionieri politici e partigiani dai quali pensavano di avere informazioni sul Movimento della Resistenza usando anche la tortura. Il processo per il suo omicidio si svolse a Siena tra il 1947 e il 1948. Non fu possibile però individuare con certezza quale dei militi della casermetta l’avesse ucciso e se per errore o per scelta. L’omicidio rimase così impunito.

In quella che oggi si chiama Piazza Martiri Perugini vi fu una strage. Qui fu uccisa, il 13 giugno 1944, una famiglia: Luigi Perugini di 44 anni e i suoi due figli, Dino e Oreste, rispettivamente di 21 e 18 anni. Luigi Perugini ed i figli Oreste e Dino (quest’ultimo collaboratore partigiano) furono catturati dai tedeschi a Chiusi, dove vivevano, e portati in questa piazza, all’ingresso delle Terme a Chianciano, furono costretti a scavarsi la fossa. Oreste Perugini, di 21 anni, prima di essere trucidato barbaramente, reagì con un colpo di badile al maresciallo nazista sull’elmetto, come l’eroe della Prima Guerra Mondiale Enrico Toti, che nell'agosto del 1916, quando cominciò la sesta battaglia dell'Isonzo, che si concluse con la presa di Gorizia, compì un gesto eroico simile a questo. Oreste Perugini il 13 giugno 1944 scagliò il badile (ovvero la pala con cui fu costretto a scavare la sua fossa), contro il nemico e seguitò a far ruotare la paletta contro i suoi assassini che, dopo una breve lotta, lo trucidarono proprio in questo luogo. Luigi vedendo il figlio cadere a terra esanime incominciò anche lui a ruotare la paletta contro i tedeschi e venne anche lui colpito a morte.
La stessa sorte subì Dino. Pochi giorni dopo l’uccisione dei Perugini, il 27 giugno del 1944, ci fu la battaglia conclusiva, che si tenne proprio a Pietraporciana. Quella battaglia portò alla liberazione di Chianciano Terme.

(Nelle immagini sopra da sx a dx: Luigi Perugini, Oreste e Dino Perugini)

Giulio Roncacci era nato a Roma il 30 agosto 1894 da Antonio e Giacinta De Angelis e risiedeva in Vicolo Spada 6 a Tivoli. Giulio era imparentato, sembra, con altri Roncacci chiancianesi, Emilio e David che durante il rastrellamento del 26 aprile 1944 furono portati anch’essi a Siena alla “Casermetta”. Di Giulio Roncacci sappiamo che fu vittima dell’eccidio delle Fosse Ardeatine dove furono uccise 335 persone, tra civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, trucidati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l'attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei GAP romani, in cui erano rimasti uccisi 33 soldati del reggimento "Bozen" appartenente alla Ordnungspolizei dell'esercito tedesco.


(Nell'immagine a sx Giulio Roncacci)

(Nell'immagine sopra lapide a memoria dei caduti della Seconda Guerra Mondiale, posizionata all'interno del Comune di Chianciano Terme)

id Articolo   1518658


Data Inserimento     24/04/2018 14:16:24
Data Ultimo Aggiornamento     24/04/2018 14:16:24


Documenti

Attenzione: i documenti di seguito riportati potrebbero richiedere la presenza di applicazioni o visualizzatori.
 

Menu dei collegamenti di utilità