Chianciano tra il 1000 e 1200

La contesa del castello di Chianciano

I primi documenti di epoca medievale risalgono al XII secolo, quando il castello di Chianciano gravitava nell’orbita orvietana e in seguito fu aspramente conteso con Siena a cui rimase unito fino alla capitolazione della Repubblica.

Il primo dizionario geografico della Toscana

Con l’ultimo principe regnante della dinastia dei Lorena, sotto la guida di S. Altezza Imperiale e Regia Leopoldo II (l’attuale Toscana), il geografo, fisico e storico Emanuele Repetti (Carrara 1776 – Firenze 1852), sorretto dai lumi dell’enciclopedia settecentesca, lavorerà per molti anni ad un progetto ambizioso che cominciò a pensare nel 1830: il Dizionario geografico fisico storico della Toscana, pubblicato per la prima volta in più volumi a Firenze, in più volumi, tra il 1833 e il 1846.

Nell’opera si parla di tutti i paesi della Toscanacompreso Chianciano.

E’ da queste pagine che si leggono alcune vicende di Chianciano nel periodo tra il 1000 e 1200, brevi cenni che fanno capire della vivacità di questo borgo già in questi secoli.

Poche purtroppo sono le memorie storiche di Chianciano in quei secoli ma il Repetti cita un placito – nel Medioevo era una sentenza data da un’autorità giudiziaria – del 7 giugno 1072 nel quale si parla di una certa rocca di Scanciano, compresa nella diocesi di Chiusi.

Il nome di Chianciano, in modo preciso, si legge solo più tardi in una istanza fatta a Sarteano, il 27 gennaio 1171, relativa ad una offerta devota per opere di pietà o di beneficenza che fece un tale di Pralate a favore della badia di San Pietro in Campo a Chianciano.

Poi sappiamo che esistevano già a Chianciano i Bagni di Sellena, o Bagno di Sant’Agnese – la Santa di Montepulciano (Montepulciano 28 gennaio 1268 – 20 aprile 1317), come appare e ci confermano atti datati 1276, 1278, 1281 e 1308 riuniti dall’erudito chiancianese Luigi Antonio Paolozzi e pubblicati da Giuseppe Baldassarri nella relazione Delle acque minerali di Chianciano.

Da questi documenti sappiamo che il territorio di Montepulciano all’epoca si estendeva fino al poggio di Sellena, dove si trovavano i Bagni di Chianciano, posto fra il monte Cetona ed il monte Totona. Ma la cosa più importante di questi documenti, per Chianciano, è il fatto che questa terra all’epoca era un comune sotto l’accomandigia – protettorato – degli Orvietani.


Chianciano dai documenti d’archivio

Nell’Archivio Diplomatico di Siena sono conservati il Caleffo vecchio ed il Caleffo nero, il primo contiene gli atti pubblici emessi dalla Repubblica di Siena dal 912 al 1333 ed il secondo, il Caleffo nero, documenti di cessioni sempre alla Repubblica di Siena. In alcuni di questi atti si parla di Chianciano di quel periodo.

Nel Caleffo vecchio, per esempio, c’è un documento datato 1230 dove i figli di Tancredi (Bolgarello e Rimbotto), conti di Sarteano, promettono di consegnare al podestà di Siena il loro castello di Chianciano e di far guerra a Montepulciano ed Orvieto se la Repubblica senese lo chiedesse loro.

Nel Caleffo nero dello stesso archivio, invece, c’è un atto, datato 1302, di rinuncia di pretese per diritto ereditario della terra e degli uomini di Chianciano, sottoscritta del nobile Ugolino di Buonconte dei Monaldeschi di Orvieto.

Insomma, queste pochi atti che narrano alcune vicende di quel periodo storico, ci fanno capire che Chianciano era una libera terra ambita.

La conferma l’abbiamo da un documento datato 1235, conservato nel Caleffo nero dell’Archivio Diplomatico di Siena, dove è trascritta una sentenza, del legato pontificio [inviato del Papa] Jacopo vescovo di Palestina, affinché sia gli orvietani ed i senese restituissero ogni conquista fatta nel castello di Chianciano ai loro abitanti.

L’accordo durò poco, però, perché nel 1245 gli orvietani assediarono Chianciano che nel frattempo era stata occupata dai senesi.

Ritrovamento di reperti di ceramica vetriata altomedievale

Durante le varie campagne di scavo archeologico effettuate a Chianciano Terme sono stati rinvenuti anche frammenti di ceramica invetriata nel monumentale complesso di età romano-imperiale, in località Camerelle, che hanno permesso il recupero di frammenti di ceramica vetriata prodotta tra l’Alto Medioevo e i secoli centrali del Medioevo. Per saperne di più vi rimandiamo al link di Ceramica invetriata da Chiusi a Chianciano, a cura di Giulio Paolucci.

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