Chianciano tra il 1200 e 1300

Chianciano, in questo periodo, si identifica con il suo “castello”, l’intera area fortificata destinata ad accogliere tutta la comunità. La struttura definitiva del castello di Chianciano andò a definirsi nel suo assetto urbanistico proprio nel corso del Duecento/Trecento, al tempo del suo più ampio (probabile) popolamento. Diciamo probabile perché, purtroppo, sono andati perduti tutti i documenti del tempo, come la “lira” (ruoli dell’imposta diretta), elenchi di giurati, imposte del sale sulla base delle quali si poteva desumere la consistenza demografica della comunità.

Della Chianciano Medievale sono giunti sino a noi, fortunatamente, notevoli resti materiali come mura, palazzi, case, chiese e dipinti, ma solo scarsissime e frammentarie fonti documentarie scritte. Chianciano è stata come “mutilata”, sotto il profilo della sua memoria storica in seguito alle dure vicende bellicose, della documentazione che meglio di ogni altra potrebbe restituirci la storia della comunità. Infatti, l’archivio storico di quel periodo non esiste.

       

L’unico documento che a Chianciano esiste in copia, in quanto l’originale è depositato presso gli Archivi di Stato di Siena, è il suo Statuto del 1287.

Fortunatamente, un ente come un Comune, specialmente in epoca Medievale, in quanto aveva competenze molto più estesa la propria autonomia rispetto a quella attuale, non esaurisce la vita all’interno della comunità.

Il Comune dell’epoca, infatti, aveva relazioni “esterne” importanti e proprio grazie alla documentazione conservata altrove, specialmente con quelle realtà politiche con cui ha avuto rapporti più stretti, è stato possibile ricostruirne le vicende.

Per Chianciano si tratta di comuni come Montepulciano, Siena, Orvieto e Sarteano (dove è conservata parte della documentazione sui Conti Manenti, che signori di Chianciano) tutti interessati a dominarvi e spostarvi le proprie frontiere per ampliare i propri domini.

Chianciano nei primi decenni del XIII secolo è un centro fortificato dominato da un consorzio familiare di appartenenti alla famiglia dei Manenti e da un Comune rappresentato da almeno due Consoli.

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