Le Terme nel Secondo Dopoguerra

Con lo scoppio della guerra assistiamo ad un periodo di immobilismo ma proprio in questo periodo verrà pianificato il piano di sviluppo che sarà il punto di riferimento del Demanio fino al 1965.

Dopo la liberazione riprende con vigore e passione la partecipazione della gente alla vita politica e le Terme riprendono ad essere frequentate.

Nel Secondo Dopoguerra il concessionario comincia ad attuare concretamente il piano di sviluppo e il nuovo potere locale per la prima volta riesce a coinvolgere gli strati popolari e riprende a riflettere e a decidere sullo sviluppo termale.

Siamo in un periodo in cui cominciano gli esodi dalle campagne e questa mobilità sociale fa vedere l’opportunità di interessarsi allo sviluppo nel settore alberghiero e turistico.

Nel 1966, all’indomani della scadenza della gestione Michetti (1965), le Terme verranno trasferite all’EAGAT (Ente Autonomo per la Gestione delle Aziende Termali), un ente pubblico che avrebbe gestito tredici concessioni termali tra cui le più importanti che si trovavano in Toscana ed in Emilia-Romagna. Con questo passaggio verrà spezzato il legame con il passato anche sotto il profilo storico-politico.
Intanto era stato approvato il nuovo Piano Regolatore (1949) che sarà il frutto della mediazione tra coloro che pensavano a Chianciano di creare un luogo d’élite, con grandi alberghi, infrastrutture turistiche e commerciali, e coloro che ipotizzavano il futuro più vicino alle aspirazioni della piccola iniziativa privata.
Con l’adozione del Piano Regolatore e il finanziamento da parte del Ministero del Piano di Sviluppo Termale, Chianciano vive una fase di forti investimenti che durerà fino al 1958 grazie al sostanzioso intervento dello Stato.
Intanto, era stato costruito un nuovo edificio per l’imbottigliamento dell’acqua fuori dal parco termale (1946/47) e viene presa la decisione di demolire le terme progettate da Tarchi, con la motivazione che quelle strutture non erano in grado di accogliere un grande flusso di gente, in quanto le cannelle dalle quali sgorgava l’acque termale dell’Acqua Santa erano poche.
Il primo stabile a cadere sarà proprio il salone della mescita, poi sarà la volta delle rimanenti strutture che lasceranno il posto a quelli edifici che ancora oggi sono presenti allo Stabilimento Acqua Santa.
Il progetto dell’intero complesso si deve agli architetti Machi e Loreti, mentre la realizzazione è dovuta al famoso architetto Pier Luigi Nervi. Il Salone delle Feste prenderà proprio il suo nome e diverrà “Salone Nervi”; sarà inaugurato nel settembre del 1952 alla presenza del Ministro delle Finanze Vanoni, alla cui volontà si deve l’adeguamento delle strutture termali.
Sarà costruito anche un nuovo edificio che diventerà la “Direzione Sanitaria” (1958).
In un clima di rinnovamento e fervore, alla fine degli anni Cinquanta, Chianciano avrà anche un casello autostradale (Chiusi-Chianciano) nell’arteria principale autostradale del Paese: l’autostrada del “Sole”, oggi A1, a pochi chilometri della stazione termale.
Siamo anche negli anni in cui ad esporsi economicamente ora saranno anche i chiancianesi tutti presi dal voler far parte di questo settore in espansione e nasceranno, una dopo l’altra, alberghi, pensioni e in molti saranno quelli che trasformeranno, spesso ampliandole, le proprie abitazioni in affittacamere e poi alberghi.

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