Chiesa dell’Immacolata

La chiesa si trova subito dopo Porta Rivellini, entrando sulla sinistra, nella zona che un tempo veniva chiamata Pian delle Taverne.
Nel luogo dove fu edificata questa chiesa, anticamente si trovava lo Spedale (ospedale) della Chiesa di San Giovanni, denominato “Spedale di Santa Maria della Stella”.
Negli atti pubblici d’archivio, infatti, questo luogo viene denominato “Hospitla S. Joannis de Burgo Castri Clanciani“, ovvero ospedale del Borgo, che un tempo si chiamava delle “Taverne”. Così si legge in atti vescovili del 1317, quando era sotto il vescovado di Chiusi.
Il 19 novembre 1327 lo Spedale di Santa Maria della Stella passò sotto gli orvietani, che governavano all’epoca la terra di Chianciano, e nel 1455 vi fabbricarono la Chiesa allora detta “Santa Maria della Stella”, come si può notare dall’iscrizione murata nella chiesa, sopra la quale vi è uno scudo d’arme diviso a metà da una linea, al lato del quale vi sono due stelle di sei raggi ciascuna, con questa scritta:

MCCCCLV / HAEC ECCLESIA TEMPORE BONORUM /

EGREGIRUM VIRORUM NARDI / MARTINI ET DETTII /
COATANTINII AC DOMINICI / … PETRI.
I chiancianesi hanno cambiato nome a questa chiesa, in base al momento storico, diverse volte. Ha preso anche il nome di Madonna della Pace, in ricordo della pace conclusa con Montepulciano dopo 190 anni di ostilità, nel XIV e XV secolo. Passarono diversi anni e la struttura della chiesa andò in rovina.
Il 14 luglio 1579 fu, con atto formale, ceduta alla Confraternita della Buona Morte e orazione aggregata all’Arciconfraternita di Roma. Queste confraternite erano dedite all’assistenza ai morenti tra medioevo ed era moderna. Fu, infatti, nel Medioevo, che prese forma questo tipo di devozione dalla quale scaturirono le Confraternite della Misericordia nella forma arrivata sino ai giorni nostri. La continuità che, attraverso le diverse epoche storiche, caratterizzò l’assistenza agli infermi e la sepoltura dei defunti dimostra quanto questa fosse un’esigenza fortemente sentita in ogni comunità umana, da oriente ad occidente. Nel periodo medievale, tutte le Confraternite, non solo quelle della Misericordia, continuarono ad essere intimamente legate al sentimento religioso, allo spirito di fratellanza, d’amore e di carità tipico della dottrina cristiana, riassunto nell’affermazione citata nel Vangelo di San Marco:
Amerai il prossimo tuo come te stesso“.
Ma, ritornando alle vicende storiche di questa chiesa, nell’anno 1580, fu restaurata e solennemente consacrata proprio per incarico della Confraternita della Buona Morte e da allora prese il nome di “CHIESA DELLA MORTE“. In questo periodo fu costruito l’Altare Maggiore rinascimentale, con colonne intarsiate di un marmo nero pregiato, di provenienza locale, al centro fu posto un quadro ad olio, rappresentante l’Annunciazione di Maria Santissima, opera del XVI sec. Due secoli più tardi, nel 1741, la chiesa fu restaurata nuovamente ad opera della signora Maddalena Pucci, una pia benefattrice che, soppresse le Confraternite della Buona Morte che provvedevano alla manutenzione, era nuovamente andata in degrado. Oggi la vediamo così come fu restaurata a metà Settecento. Arriviamo, poi, al Novecento, quanto nel 1958, in occasione del Centenario dell’apparizione della Madonna di Lourdes, con il beneplacito del Vescovo, Monsignor Baldini, fu deciso di rinominare la chiesa e prese il nome con cui oggi viene appellata, “CHIESA DELL’IMMACOLATA“. Tuttavia, i chiancianesi la chiamano sempre Chiesa della Morte perché è proprio in questo luogo che viene data, nella gran parte dei casi, l’ultima benedizione ai defunti. Attualmente è la chiesa più officiata e maggiormente frequentata nel Centro Storico anche dal villeggianti e dai turisti di passaggio, e ognuno ne rimane attratto, per la suggestività quel luogo così raccolto, che consente un’intima devozione.

Pagina creata l’11 ottobre 2018 – Aggiornamento il 29 aprile 2020 ore 11.40

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