Chiesa della Compagnia della Croce

Tra i monumenti più antichi di Chianciano, che hanno sfidato il tempo e anche l’incuria degli uomini, c’è la Chiesa della Compagnia che si trova nelle vicinanze della Chiesa di San Giovanni Battista, proseguendo in discesa per Borgo Beni, in fondo alla strada. La chiesa si trova all’angolo e si erige sulle vecchie mura difensive del borgo di Chianciano. Fu edificata nel tratto di strada dove cingeva un tempo l’antico Palazzo Vescovile con l’annessa Chiesa di San Giovanni Battista. Accanto alla Chiesa della Compagnia un tempo vi era anche il cimitero parrocchiale ed un piccolo ospedale.

La Chiesa della Compagnia era inclusa nella zona terminale del centro storico che anticamente era occupata dal Clero e dagli Ordini Religiosi in un’area un tempo denominata Fortezza del Corno, in quanto esisteva una fortificazione a forma di corno. Le mura di questa fortezza giravano intorno alla Chiesa di San Giovanni Battista, al Palazzo Vescovile e scendevano lungo la Chiesa della Compagnia della Croce, dove esisteva un torrione quadrato, fino a raggiungere la Porta Stiglianesi, oggi Porta del Sole.

Questa chiesa fu iniziata ad essere costruita il 4 gennaio 1579 e per farla venne chiusa la strada. L’altare maggiore fu affrescato da Girolamo Lupacci di Montepulciano nel 1585. Il Lupacci aveva dipinto la galleria del Papa Gregorio XIII (Bologna, 7 gennaio 1502 – Roma, 10 aprile 1585, è stato il 226º papa della Chiesa cattolica). La chiesa era stata edificata a due navate e vi erano due altari, di cui uno dedicato a Maria Santissima Annunziata e l’altro a San Filippo Neri (Filippo Romolo Neri, Firenze, 21 luglio 1515 – Roma, 26 maggio 1595).

Nel 1604, sulla parete di sinistra fu dipinto un affresco che rappresentava “La cattura di Gesù nell’Orto degli Ulivi e il bacio di Giuda”, affresco attribuito al pittore Cristofano Roncacci, detto il Pomarance (Pomarance, 1553 circa – Roma, 1626). Nell’altra parete fu collocata una tela ad olio raffigurante “San Carlo Borromeo”, attribuita a Bernardino Mei (Siena, ottobre 1612 – Roma, 1676), ed il dipinto della “Circoncisione”.

Questa chiesa fu fondata dalla Confraternita dei Raccomandati alla Vergine Maria Annunziata, in seguito denominata “Confraternita del Monte Pio”, chiamata così perché gli aderenti a questa Confraternita amministravano il grano. La Confraternita prestava il grano, per un quantitativo massimo di 45 moggia (antica unità di misura usata prevalentemente per il grano; una moggia corrispondeva a  8¾ litri), a chiunque ne aveva bisogno e doveva essere restituito con il nuovo raccolto. L’istituzione di questa Confraternita giovò molto ai cittadini di Chianciano dell’epoca, specialmente a coloro che vivevano in povertà.

Con la generale soppressione delle Compagnie (5 marzo 1784) questa fu chiusa e la Confraternita della Croce venne abolita. La chiesa fu persino profanata. Pochi mesi dopo la soppressione, tuttavia, nel settembre del 1784, fu solennemente benedetta per decisione del Granduca di Lorena Ferdinando II.

L’8 maggio 1792 nella Chiesa della Compagnia venne trasportata in solenne processione l’immagine della Madonna dei Monti, una chiesina di campagna costruita nel 1630, al tempo del Vescovo Alfonso Petrucci, che si trovava in un piccolo piano ai piedi dei monti sopra Sant’Elena e che era stata soppressa nel 1785. L’affresco della Madonna dei Monti rappresentava la Vergine tra i Santi Sebastiano e Rocco.

Dal 1792, fino a metà degli anni Cinquanta del Novecento, questo avvenimento fu ricordato puntualmente, ogni terza domenica di novembre, con la Festa all’Altare della Madonna dei Monti. La Madonna dei Monti è ritratta in una pregiatissima incisione su rame eseguita probabilmente da Leonardo Massimiliano de’ Vegni. L’incisione riproduce in proporzioni ridotte l’immagine della Madonna dei Monti con accanto ai lati i due Santi (Sebastiano e Rocco).

Dopo l’occupazione della Toscana da parte dei francesi, il Prefetto del Dipartimento dell’Ombrone, in cui era inclusa anche Chianciano, proibì a partire dal 1812 le funzioni religiose nella Chiesa di San Giovanni Battista (la Collegiata) perché pericolante. Le funzioni si tenero in questa chiesa fino al 1817, anno in cui fu riaperta, dopo i restauri, la Chiesa di San Giovanni Battista.

Nel 1855 in questa chiesa fu istituita la Compagnia del Santissimo Sacramento, i cui iscritti si dedicavano al Culto dell’Eucarestia e ad opere di carità; la Compagnia, oltre a richiamare i cittadini alla pratica religiosa, organizzava feste e festicciole per gli abitanti del paese. L’attività di questa Compagnia durò circa un secolo sebbene nel tempo le attività si affievolirono. Nel 1955, infatti, alcuni devoti cittadini (Arciprete Don Giovanni Bindi, Colonnello Gino Conto e la sorella, la maestra Rossella), vollero ripristinare la Confraternita del Santissimo Sacramento in particolare per il suffragio dei defunti e la Chiesa venne adibita come stanza mortuaria. La Confraternita lentamente, però, andò estinguendosi definitivamente, a causa del trasferimento di gran parte della popolazione che abitava nel centro storico nella zona termale di Chianciano.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, questa chiesa subì danni alle strutture, che furono riparati grazie all’interessamento dell’allora parroco, Don Michele Morviducci. Nel 1959 l’Arciprete Don Terzilio Barbieri, con il beneplacito del Vescovo Monsignor Baldini e delle Suore Alcantarine, fece trasformare la vecchia corsia – un corridoio parallelo alla Chiesa – in un salone ampio e adatto per raccogliere i giovani durante le ore di svago.

Nel 1981 una tromba d’aria, che si abbatté su Chianciano, arrecò ingenti danni alla Chiesa, tanto che fu necessario rifare il tetto. I locali adiacenti alla Chiesa divennero anche l’abitazione del vice parroco e per un periodo fu adibita anche a falegnameria.

Oggi in questa Chiesa vi si celebrano i riti ortodossi. 

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