Chiesa San Giovanni Battista, o Collegiata

La Chiesa di San Giovanni Battista, o Collegiata di Chianciano Terme è situata all’interno del centro storico vicino alla porta del San Giovanni Battista.

La chiesa collegiata è dedicata San Giovanni Battista, il Patrono del paese. La festa del Patrono veniva celebrata il giorno del solstizio d’estate; era la festa dei fiori e dei frutti, in campagna si accendevano falò, si ballava, si bevevo e si cantava in allegria.

La facciata della chiesa appartiene alla fine del XIII sec., di stile romanico, con portale adorno di colonnette a spirale, è sormontata dalla statua del Patrono San Giovanni Battista, scolpita in marmo bianco nel Sec XIV.

A sinistra di chi entra si poteva ammirare il bellissimo affresco raffigurante la MADONNA ASSUNTA di pittore senese del sec. XIV della Scuola di Duccio Buoninsegna, di stile somigliante a quello del MAESTRO DI CHIANCIANO.

Sull’altare, dentro ad un’urna di cristallo, si conserva un CROCIFISSO LIGNEO trecentesco, proveniente da un’antica chiesina posta nel Poggio detto appunto ” Il Crocefisso”, che veniva particolarmente venerato dai Chiancianesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’interno, ai lati della Chiesa, si innalzano le statue del BEATO PIER PAOLO SALIMBENI e del BEATO ANTONIO CAPPUCCINO, ambedue da Chianciano.

La chiesa d’allora ebbe il titolo di COLLEGIATA e Monsignor Bagnesi nel 1749 assegnò al parroco il titolo onorifico di Arciprete. Ai lati del’Altare Maggiore sono le statue in gesso di San Giovanni Battista patrono principale e San Bartolomeo compatrono.

L’antica pieve di Chianciano – denominata Pieve di San Pietro – si trovava fuori dalle mura che circondavano il castello, presso il podere denominato “Campo Grande” in località Petroio e fu edificata sopra le fondamenta di un antico tempio estrusco che fu, in epoca romana, trasformato in un tempio dedicato al dio Giano. In epoca successiva fu deciso di costruire una nuova chiesa all’interno delle mura, scegliendo la sede dove oggi si trova la Chiesa di San Giovanni Battista.

Questa chiesa fu restaurata già nel 1229 e in quell’ocasione furono rinvenute tracce di un precedente fabbricato di forma esagonale tipica dei primitivi battisteri. Un successivo ampliamento fu fatto intorno al 1287 e ne abbiamo testimonianza diretta dal Capitolo CCX del primo Statuto comunale di Chianciano in latino, che furono compilati ad opera di Nino Manaldi, Cesare di Melione e da Pirro Beringhieri, tre valenti giureconsulti chiancianesi, nel 3 ottobre 1287 (Statuti ristampati nel 1543. In questo caso il municipio si prese carico di metà delle spese che servirono per il rifacimento della chiesa.

Si legge nello Statuto del 1287 al Capitolo 210: Dei lavori alla chiesa – Stabilito che qualora il venerabile padre messer Pietro, vescovo di Chiusi, volesse ampliare la chiese della pieve di San Giovanni di Chianciano e farla più grande, il Comune paghi la metà di tutte le spese necessarie per tale opera”.

La chiesa ha subito nel tempo varie ristrutturazioni in particolare del suo interno ed in epoche recenti il primo intervento risale al 1809 quando, durante il rifacimento del pavimento, furono individuati due livelli in mattoni disposti a spina di pesce, risalenti alle ristrutturazioni precedenti.

Questa chiesa, per quanto riguarda il suo aspetto, in particolare nella facciata, mostra caratteri di transizione tra romanico e gotico. Da evidenziare il bel portale che presenta pilastrini a fascio conclusi da capitelli vegetali e due colonne tortili che si flettono nel motivo arioso della lunetta, il tutto sormontato dalla statua in marmo bianco di San Giovanni Battista che risale al XIV secolo.

Collegiata di San Giovanni Battista, Giuseppe Paleri da Novi, Cristo Morto (1753)

Incisione nell’urnetta etrusca della Famiglia Senzia. L’urna contiene il corpo del Beato Paolo Salimbeni, Frate Domenicano di Chianciano /1550-1503)

Immagine della piramide con occhio nella volta della Chiesa.

Curiosità
L’immagine dell’occhio, in virtù della sua importanza quale organo di senso, simboleggia presso quasi tutti i popoli l’occhio divino che vede tutto. Nell’antichità l’occhio compariva abitualmente come raffigurazione del dio Sole. Anche nella Bibbia si parla dell’“occhio di Dio” per rappresentarne l’onnipresenza e l’onniscienza. A partire dal Rinascimento, nell’iconografia cristiana l’occhio venne disegnato dentro un triangolo, con riferimento al mistero della Trinità.

Il triangolo è anche simbolo della perfezione. Il triangolo equilatero è, infatti, il corrispondente geometrico del numero 3, che universalmente rappresenta la perfezione. Nel triangolo compariva di frequente anche il nome ebraico di Dio: Jahvè o JHWH. L’occhio racchiuso nel triangolo è poi entrato anche nell’iconografia massonica. I massoni attribuiscono all’occhio una duplice simbologia: sul piano fisico il Sole, sul piano spirituale il Grande Architetto dell’Universo, un modo di indicare Dio. Il triangolo rappresenta alla base la Durata e ai lati Tenebre e Luce.

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