Le strade, i terzi e gli ampliamenti

Durante la dominazione dei Conti Manenti, di cui si ha traccia già in un documento del 1072 e cessata negli anni tra il 1264 e il 1276, la città venne divisa in tre “terzieri”:

  • Terziere dei Borghesi, che era quello dei mercanti e degli imprenditori;
  • Terziere dei Militi o dei Cavalieri;
  • Terziere dei Pedoni, abitato da artigiani, contadini e servi.

Partecipavano alla gestione del Comune i rappresentanti di ogni terziere, i quali erano raccolti in un “Consiglio Generale” che aveva come incarico anche la nomina del Podestà.

Terminata questa dominazione, i nomi dei terzieri vennero modificati.

Il centro storico di Chianciano, come ancora oggi lo vediamo ha un recinto murario che va da Porta Rivellini a Porta del Sole fino a Porta San Giovanni e al suo interno vi sono tre strade principali.

Il borgo di Chianciano appare così suddiviso in tre terzi:

  • il terzo di sopra;
  • il terzo mezzo;
  • il terzo di sotto.

Questa suddivisione è citata nel primo Statuto storico di Chianciano del 1287 e nel Patrio Libro denominato della ‘Lira’ del 1541. Nei documenti di archivio di Chianciano si fa anche una distinzione tra Borgo ‘Vecchio’ e Borgo ‘Nuovo’.

Già negli Statuti del 1287 si parla di Borgo ‘nuovo’ a significare che Chianciano già esisteva precedentemente e che in seguito alle guerre, accadute prima di quel periodo, furono abbattute e bruciate diverse abitazioni (come si legge nello Statuto del 1287). Infatti, il vecchio Castello (oggi denominato Monastero) esisteva già precedentemente, all’inizio dell’anno Mille.

Tuttavia la denominazione dei terzieri, durante il corso del tempo, ha visto, come possiamo leggere dalle fonti documentari, la citazione con nomi diversi.

Il recinto murario successivo a quello del primo nucleo del castelloche ancora oggi possiamo ben vedere, fu aggiunto nel 1349. Esistevano all’epoca le contrade:

  • Contrada delle Casacce
  • Contrada del Corno
  • Contrada delle Taverne

Il primo ed originario anello delle mura, con alcuni torrioni quadrati, partiva dal luogo dove oggi si trova la Torre dell’Orologio e girava lungo la rocca di Sant’Angelo (ex Monastero) fino ad arrivare a Porta San Giovanni. Da qui, le mura originarie del Castello, proseguivano dietro quello che era il Convento di San Giovanni Evangelista (adiacente all’attuale Chiesa di San Giovanni), dove si trovava una fortificazione fatta a “corno” – da qui il nome della Contrada del Corno – che girava intorno all’abitato e da qui proseguiva lungo la Compagnia della Croce, dove c’era una torre quadrata.

Da qui le mura proseguivano, ed ancora oggi sono ben visibili, fino alla discesa di Porta del Sole. Le mura poi, risalivano per la salita un tempo denominata “le Casacce”, e da qui Contrada delle Casacce, e si ricongiungevano alla Torre dell’Orologio.

La Contrada delle Taverne, invece, era la parte in pianura dietro l’attuale Chiesa dell’Immacolata. Si può vedere prendendo subito, da Porta Rivellino, dopo questa chiesa, la prima strada percorribile solo a piedi sulla sinistra, strada che conduce all’attuale parcheggio di Borgo Nuovo.

Pianta dell’architetto chiancianese Leonardo de’ Vegni (1731-1801)

Porta San Giovanni in direzione uscita dal centro storico

 

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