Fave, ossa e pane dei morti

Fave dei morti

Le fave dei morti, le ossa dei morti e il pane dei morti sono tre dolci tipici del 2 novembre, la giornata istituita dalla Chiesa Cattolica per la Commemorazione dei defunti e tradizionalmente celebrata in tutta Italia come festa dei morti o festa delle anime.

L’usanza vuole che fave, ossa e pane dei morti vengano offerti dai vivi ai loro parenti morti che nella notte tra il 1 e il 2 novembre ritornano sulla Terra dall’Aldilà dopo un lungo ed estenuante viaggio.

Sono dolci molto semplici, a base di farina, uova e zucchero, in relazione allo spirito del momento e alla sobrietà della festa.

Il pan dei morti

Il pane dei morti in Toscana, e in tutta la provincia di Siena, ha una origine antichissima. Una volta si preparava il sabato, giorno in cui per tradizione si produceva il pane, e rigorosamente nel periodo vicino alla festa di Ognissanti.

C’è chi lo chiama anche pan dei santi poiché i suoi ingredienti principali, i santi, sono noci, uvetta e pepe in abbondanza.

Stabilire la nascita del pane dei morti o “pan co’ santi” è impossibile, ma molti appassionati delle tradizioni gastronomiche senesi riportano le sue origine fin ai primi anni del 1800.  Il pan co’ santi non è nato come dolce nel senso più stretto della parola, ma come una vera e propria pietanza o se vogliamo un pane inclusivo del companatico. Pasta del pane, noci, uvetta (presa dai grappoli di uva in appassimento per il vinsanto), p0epe, sale, strutto, olio di oliva e poco zucchero sono gli ingredienti base, molto comuni, di poco costo e di facile reperibilità.

Fino agli anni ’50 la ricetta, tranne qualche piccola variante territoriale, ha mantenuto la sua formula poi, dopo la fine del secondo conflitto bellico è entrato a far parte dei prodotti delle pasticcerie cittadine e il povero, gustosissimo pan co’ santi ha subito una serie di modifiche che ne hanno trasformato l’aspetto e soprattutto il sapore.

Pan dei morti o dei Santi
aggiornamento 23 maggio 2019

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